169.000 utenze servite, tre Centri Comunali di Raccolta e un territorio caratterizzato da elevata densità abitativa, quartieri storici, aree ad alta pressione urbana e flussi di rifiuti molto diversificati. È in questo contesto complesso che GEMA SPA gestisce quotidianamente la raccolta dei rifiuti nel Lotto Centro di Catania, affrontando una sfida che richiede organizzazione, controllo e capacità di leggere ciò che accade.
È proprio qui che la tecnologia può fare la differenza. Qui che la nostra soluzione K-Tarip dà un supporto ogni giorno al lavoro dei CCR etnei interessati, portandoli da un approccio “analogico” a un modello data-driven, grazie alla possibilità di agire con precisione su pianificazione, comunicazione e miglioramento del servizio. Ne abbiamo parlato con Antonio Messina che ci ha raccontato l’esperienza GEMA, anche alla luce delle nuove disposizioni introdotte dal Decreto MASE 26 marzo 2026, entrato in vigore il 14 maggio scorso.
GEMA: la sfida della gestione dei rifiuti a Catania
Per comprendere il valore della digitalizzazione è necessario partire dalla realtà operativa.
GEMA opera nel Lotto Centro di Catania servendo 169.000 utenze, in un’area dove la gestione della raccolta differenziata deve confrontarsi con esigenze molto diverse tra loro. L’alta densità abitativa comporta flussi elevati di mastelli, carrellati e conferimenti non domestici; i quartieri storici e la complessità della condominialità rendono più articolata la collocazione delle attrezzature; le aree interessate dalla movida richiedono un potenziamento degli interventi di spazzamento e lavaggio nei fine settimana.
A queste criticità si aggiungono il contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti, gestito anche attraverso 40 telecamere e fototrappole, e la necessità di adoperarsi rapidamente in occasione di eventi straordinari, come emergenze meteo o fenomeni legati alla cenere vulcanica. Particolare attenzione è inoltre richiesta dalle utenze non domestiche strategiche, tra cui ristorazione, commercio, ospedali, aeroporto e mercati.
In un quadro operativo di questo tipo, anche i Centri di Raccolta assumono un ruolo fondamentale. GEMA gestisce tre CCR – Cairoli, Borgo Sanzio e Picanello – le cui performance vengono oggi monitorate all’interno di un sistema più ampio di indicatori dedicati alla qualità del servizio.
Da punto di conferimento a centro di dati: monitorare per migliorare
È proprio nel management dei CCR che l’introduzione di K-Tarip, sviluppata da Sikuel, ha prodotto uno dei cambiamenti più significativi. “K-Tarip ha innescato un cambiamento molto concreto nella gestione dei Centri di Raccolta di Catania – spiega Fabrizio Patania – Direttore UT GEMA Catania –, perché ha trasformato il CCR da semplice zona di consegna a strumento misurabile, tracciabile e integrato nella logica della tariffazione puntuale”.
Il passaggio è importante perché cambia il modo stesso di leggere il Centro di Raccolta. Con la piattaforma, ogni accesso dell’utente diventa un’informazione: chi conferisce, cosa conferisce, quanto conferisce e con quale frequenza.
Questi dati possono essere utilizzati per migliorare la gestione su più livelli. La conoscenza dei flussi consente di programmare le attività sulla base di dati reali; la tracciabilità dei conferimenti contribuisce a migliorare la qualità e la responsabilizzazione dell’utenza; la conoscenza dei momenti di maggiore affluenza permette infine di modulare turni e risorse in funzione delle effettive necessità.
Il cambiamento più significativo, secondo GEMA, riguarda proprio la possibilità di leggere il comportamento dell’utenza: “Oggi sappiamo quali materiali crescono, quali calano, quali giorni sono più critici, quali utenze conferiscono correttamente e quali necessitano di maggiore sensibilizzazione –specifica Ilaria La Mantia referente Comunicazione GEMA.
Il dato, quindi, non rimane un semplice elemento di rendicontazione, ma diventa uno strumento operativo per intervenire sul servizio.
Da una gestione “analogica” a una gestione data-driven, per l’appunto.
“GEMA monitora costantemente diversi KPI, a partire dalla percentuale di raccolta differenziata e dalla puntualità dei servizi di raccolta, spazzamento e lavaggio – approfondisce Fabrizio Patania GEMA. A questi si aggiungono le segnalazioni evase e i relativi tempi di risposta, le non conformità rilevate (come mastelli non esposti correttamente o assegnazioni errate) e, naturalmente, le performance dei tre Centri di Raccolta in termini di flussi e qualità degli oltre 100.000 conferimenti solo nell’ultimo semestre. Il monitoraggio comprende anche gli indicatori legati al decoro urbano, con particolare attenzione a spazzamento, cestini e micro-aree sensibili”. Insomma, è una logica che porta a superare la semplice osservazione del risultato finale per concentrarsi sui processi che lo determinano: misurare per capire, capire per agire.
La direzione del nuovo decreto MASE
L’esperienza di GEMA si inserisce in una trasformazione che oggi trova un ulteriore impulso anche sul piano normativo.
Il Decreto MASE 26 marzo 2026 ha infatti ridefinito la disciplina dei Centri di Raccolta, introducendo nuove disposizioni relative alla loro organizzazione, gestione e sicurezza e rafforzando il ruolo della digitalizzazione nel monitoraggio dei conferimenti. La nuova disciplina riconosce inoltre l’importanza della registrazione delle utenze, delle consegne e delle frazioni conferite nell’ambito dei sistemi di misurazione puntuale, rafforzando il collegamento tra gestione dei Centri di Raccolta, qualità dei dati e sviluppo della tariffazione puntuale.
In questo scenario, come la testimonianza GEMA dimostra, una piattaforma come K-Tarip permette a Comuni e gestori di disporre di un’infrastruttura digitale già orientata alla tracciabilità e alla gestione strutturata dei dati dei conferimenti, supportando l’adeguamento dei processi alle nuove esigenze normative (per un approfondimento sulle novità normative, leggi il nostro blog).
Lo sguardo al futuro
Il prossimo passo, secondo GEMA, sarà una sempre maggiore integrazione tra servizio ambientale, tecnologia e comportamento dell’utenza: “Una transizione che non si limita a migliorare la raccolta, ma punta a costruire un ecosistema urbano capace di prevedere, misurare e correggere in tempo reale ciò che succede sul territorio”.
Una visione nella quale ogni conferimento, ogni accesso ai CCR, ogni non conformità e ogni flusso diventano informazioni utili per modulare le operazioni.
“ È la stessa prospettiva che guida lo sviluppo delle nostre soluzioni – conclude l’Ing. Salvatore Petriglieri, Sales engineer Sikuel. Utilizzare la tecnologia non semplicemente per digitalizzare procedure già esistenti, ma per costruire nuovi modelli di gestione basati sui dati, capaci di rendere i servizi pubblici più efficienti, misurabili e sostenibili”.
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